C’è una differenza sostanziale tra l’approccio essoterico (più religioso) e quello esoterico (iniziatico, e nel nostro caso tantrico) alle Divinità. In realtà, nel moderno induismo questa distinzione non è netta, considerato il ruolo che il pensiero tantrico ha avuto nel plasmarlo, però questa distinzione è senza dubbio valida a livello ideale.

Nell’approccio essoterico e religioso  la Divinità è vista come fuori di noi,  superiore e viene venerata. La distinzione tra noi e la Divinità non potrà mai essere colmata.

L’approccio esoterico ed iniziatico, nel nostro caso quello del Tantra, comprende e riconosce la validità di quello religioso, ma lo considera un punto di partenza. In esso, infatti, la Divinità viene accolta dentro di sé fino a che non c’è più alcuna distinzione tra l’essere umano e la Divinità stessa.

Con l’iniziazione, con il potere della sadhana tantrica, con la pratica dei Misteri e in particolar modo con l’Alchimia, la Divinità viene accolta dentro di Sè e nutrita sempre di più. Il nostro corpo diventa di fatto la sua casa, come dicono anche gli sciamani nepalesi. E la Divinità viene nutrita fino a che la sua presenza dentro di noi diventa talmente grande che va a fagocitare il nostro essere umano limitato.

Così si diventa una sola cosa con la Divinità, una sua «estensione» in questo mondo e poi ancor di più dopo la morte. Ovviamente si tratta di un percorso lungo ed impegnativo, e nella maggior parte dei casi ci si riesce solo in forma parziale.

ps: nella foto una immagine tibetana con la rappresentazione del “mandala interno”, ovvero di varie Divinità che vengono visualizzate dentro il corpo del tantrika

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