Mito Sciamanico Nepalese sull’Origine del Mondo e dello Sciamanesimo [Jhankri Vidya]

Onnipresente ed eterno nella sua natura, Mahadeva [Shiva] diede forma al senza forma e creò i Cieli, la Terra e il Mondo Sotterraneo. Lui poi creò tutti i tipi di esseri e li lasciò liberi nel mondo. Fece i raksha, demoni voraci e irrefrenabili. Poi creò la razza umana e tutte le altre creature per popolare il mondo.

Ma quando il Grande Dio diede il proprio respiro all’uomo e alle altre creature, i raksha sciamarono da ogni parte e attaccarono l’uomo per mangiarlo. C’era caos, c’era disordine. Allarmato per la piega degli eventi, Mahadeva creò le streghe [bokshi]. Insegnò loro gli incantesimi e i mantra, e disse loro di frenare i demoni, ma i demoni erano implacabili, erano forti. Tutto era in rovina. C’era caos e disordine. Più Shiva creava, più i demoni divoravano.

Adirato, Shiva Mahadeva prese il suo Tridente e il suo Tamburo e soggiogò i demoni. L’ordine era ristabilito e la razza umana cominciò a fiorire. Finalmente, Mahadeva creò gli sciamani [jhankri] per guarire le persone. Offrì loro gli strumenti rituali, gli insegnò il tantra-mantra per guarire gli uomini e li mandò ai quattro angoli del mondo, Est, Ovest, Sud e Nord. Ecco come lo Sciamanesimo [Jhankri Vidya] venne stabilito sulla Terra.

Shiva, il Dio degli Sciamani

Sciamanesimo Nepalese

Il Nepal è un luogo particolarmente interessante per le sue tradizioni tantriche. Il suo relativo isolamento – il fatto che, ad esempio, a differenza dell’India non abbia avuto una dominazione islamica – gli ha permesso di preservare molte tradizioni del Tantrismo che altrimenti sarebbero scomparse.

Il Nepal è l’unico posto al mondo in cui Buddhismo Tantrico ed Induismo sono sincretizzati e a tratti indistinguibili, ma ciascuna delle oltre cento etnie nepalesi preserva le proprie tradizioni tribali, spesso sciamaniche. Lo Sciamanesimo, pertanto, da un certo punto di vista si può dire che consista nella principale religione del Nepal, ma considerato il contesto anche lo stesso Buddhismo ed Induismo vengono praticati con una sensibilità e metodologie spesso molto sciamaniche.

E’ davvero difficile a volte poter distinguere le tradizioni. Infatti lo Sciamanesimo di ciascun gruppo etnico possiede il proprio pantheon di Divinità tribali; le figure di Shiva e Shakti, però, sono ricorrenti anche negli Sciamanesimi della maggior parte dei gruppi etnici che non sono strettamente hindu.

Shiva diviene pertanto il prototipo dello Sciamano archetipico, la Divinità che protegge lo Sciamanesimo e lo divulga su questa Terra.

I puristi dello Sciamanesimo e delle sue tradizioni tribali potrebbero criticare il fatto che questo Sciamanesimo sia pertanto stato influenzato e condizionato da una Religione, quale quella Hindu. Questa critica però non tiene conto del fatto che l’Induismo stesso è nata come una religione sciamanica, ed in particolare il Tantra possiede una dimensione sciamanica particolarmente rilevante [il Tantra infatti nasce da tradizioni sciamaniche di villaggio]. Anche in contesti non strettamente sciamanici, ad esempio, è molto importante nell’Induismo il ruolo della possessione da parte delle Divinità, caratteristica tipica degli Sciamanesimi (APPROFONDISCI).

Sciamani di Etnia Gurung. Praticanti del Bon Nero.

Comunque, le tradizioni sciamaniche delle etnie non induiste [nonostante la frequente presenza di Shiva] vengono accomunate sotto la definizione di Bon, ed in fatti, in molti casi, c’è una discendenza delle stesse dal Bon pre-buddhista del Tibet antico [E’ il caso, ad esempio, della tradizione dei Gurung, in cui ho cominciato il mio apprendistato sciamanico].

Riteniamo comunque che sia lo Sciamanesimo Induista a doversi diffondere in Occidente, perché qui c’è – sopratutto in ambienti olistici – una certa famigliarità con le Divinità hindu, mentre le Divinità dei pantheon sciamanici tribali ci sono abbastanza aliene. Ed è impossibile apprendere uno Sciamanesimo tradizionale prescindendo dalle sue Divinità: lo stesso Sciamanesimo mongolo e siberiano, ad esempio, possiede il suo pantheon di Divinità – i Tenger – molto distanti culturalmente da noi, che non può ignorare l’apprendista di questa tradizione.

I Jhankri

Jhankri [o più correttamente Jhākri]  è la parola nepalese per definire lo sciamano. Lo scopo principale del jhankri è l’utilizzo dei tantra [riti] e mantra [formule], con l’ausilio dei propri Spiriti Alleati [Divinità e Antenati] per il beneficio della propria comunità o clientela, principalmente a scopo di guarigione. Il jhankri è chiamato sopratutto nei casi di problemi derivanti da spiriti ostili e stregoneria nera.

Il Jhankrismo è un tipo di Sciamanesimo che si basa in gran parte sull’incorporazione dei propri Spiriti Alleati. Nella tradizione, la trance di incorporazione si manifesta fisicamente tramite il tremore del corpo.

A differenza di altre tradizioni sciamaniche, nel Jhankrismo è possibile diventare sciamani anche se non si ha ricevuto la cosiddetta malattia sciamanica [che, anzi, in certe tradizioni nepalesi è molto rara], e anche se non si hanno sciamani tra i propri Antenati. In altri termini, è possibile diventare sciamani facendo un apprendistato.

Apprendistato sciamanico tra i Jhankri

Sono due quindi le modalità di apprendimento dello Sciamanesimo. Una è involontaria: una Divinità o un Antenato sceglie una persona affinché questa diventi uno sciamano e la possiede. Questa Divinità diventerà la Divinità tutelare dello sciamano. L’altra è volontaria: la persona va dal jhankri guru [maestro sciamano] per chiedere di fare un apprendistato, e questo chiamerà le proprie Divinità nel corpo della persona. La Divinità che scende sarà la nuova Divinità tutelare dell’apprendista.

Il Ban Jhankri disegnato in un Tamburo. Foto concessa da Evelyn Rysdyk

Una Divinità sciamanica molto ricorrente tra le varie tradizioni nepalesi, a parte quelle hindu, è il cosiddetto Ban Jhankri, il Guru degli Sciamani nepalesi. Si tratta di uno Spirito dai tratti scimmieschi, legato al più famoso Yeti, che ha il compito di insegnare lo Sciamanesimo in questa Terra.

Dopo di ché l’apprendista dovrà imparare i riti, le pratiche ed i mantra per trattare i vari casi che dovrà incontrare nella propria carriera di sciamano; qui le situazioni possono diventare molto diverse in base alla tradizione o all’approccio del proprio guru. Ci sono approcci molto essenziali e minimalisti dove con pochi mantra si trattano i vari casi, e ci sono approcci molto complessi dove bisogna imparare – spesso in lingue antiche non più utilizzate – decine se non centinaia di canti per fare dei riti che durano a volte anche più di otto ore consecutive.

Ci sono anche casi in cui non è il maestro fisico ad insegnare il corpus operativo dello sciamano ma è la Divinità Tutelare stessa. Però, solitamente, più questo compito risiede nella Divinità Tutelare e, tendenzialmente, più la ritualità dello sciamano sarà semplice, essenziale e ripetitiva.

COSA FACCIAMO NOI 

Con il costume da Jhankri

Lo Sciamanesimo Tantrico di cui parliamo comprende lo Sciamanesimo Nepalese ma non si riduce ad esso. Lo Sciamanesimo Tantrico comprende sia altre tradizioni sciamaniche e tribali legate alle Divinità Indiane [come quelle tipiche del Bengala[, sia la dimensione sciamanica del Tantra classico [ovvero a quello della letteratura tantrica].

Marco Scarinci, il Fondatore dell’Ordine Tantrico di Shiva e Shakti, ha praticato con vari sciamani in Nepal. Le conoscenze e gli Spiriti alleati di questa tradizione [quali lo stesso Ban Jhankri] vengono preservati all’interno dell’Ordine, ma le nostre metodologie sono riadattate al nostro contesto culturale.

Riteniamo anche che la conoscenza di questi Sciamanesimi sia troppo parziale per le nostre esigenze [dovute al nostro contesto culturale]; ragion per cui risulta necessario integrare con le conoscenze provenienti da altre tradizioni. Ad esempio, le tradizioni sud Americane conservano importanti conoscenze legate agli Spiriti delle Piante o delle Montagne che lo Sciamanesimo indo-himalayano non ha.

Inoltre, cosa più importante, la nostra Via non si ferma ad un livello puramente sciamanico [legato ovvero alla Guarigione], ma pratichiamo le forme più alte del Tantra con lo scopo della Liberazione Ultima [moksha], conoscenze esoteriche che il comune sciamano solitamente non possiede.