Introduzione

C’è una grande confusione relativamente a ciò che davvero è l’Alchimia. Con rispetto di tutti, però, onestamente mi sembra che molti di quelli che ne parlano non abbiano alcuna idea concreta di cosa si tratti. L’Alchimia non è né pura simbologia – usata per lo più per coprire le vere conoscenze alchemiche [o per mascherare la mancanza di conoscenza a riguardo] – né pura meditazione. Non ha molto a che fare con la psicologia. La presenza e lo sviluppo di consapevolezza di per sé non ha caratteri transmutatori, quindi non è alchimia.

L’Alchimia è il lavoro concreto – a fini transmutatori – con delle energie o sostanze, anche sostanze esterne. Energie che rappresentano la dualità primordiale dell’Universo che va reintegrata: maschile femminile, fuoco acqua, Soma Agni, Shiva Shakti, mercurio zolfo, Garuda Naga. Queste polarità si manifestano, dentro noi come nel mondo naturale, in energie, sostanze o materie molto concrete, ed è tramite di esse che si lavora.

Per cosa? Qual è l’obiettivo? L’obiettivo, simboleggiato dalla trasformazione del piombo in oro, è la deificazione. La trasformazione dell’essere umano in Divinità, cosa che avviene tramite la creazione di un Corpo Sottile Immortale e la trasformazione di tutto il nostro corpo energetico in questo Corpo Divino. Quest’ultimo si fisserà nei piani sottili tra gli Dei e  permetterà [al di fuori del ciclo reincarnativo] di continuare il percorso verso la piena Liberazione negli altri mondi.

Bambino di Luce che esce dal corpo dell’Alchimista Taoista

Ci sono vari modi per farlo in base alla tradizione e al sistema alchemico che si pratica. Per non sembrare troppo autoreferenziale cito quale esempio di sistema alchemico completo quello del Taoismo. In questo sistema si crea, tramite precise tecnologie spirituali, un embrione di luce all’altezza del Dan-Tien [praticamente nel chakra dell’ombelico]. Un vero e proprio bambino energetico che va portato in grembo come se ne fossimo gravidi; che va fatto crescere fino a diventare il nostro corpo sottile immortale, e tramite il quale si potrà ascendere tra gli Immortali e così realizzare più facilmente il Tao.

Nel Buddhismo Vajrayana [come quello Tibetano] ci sono vari sistemi tantrici ed in ciascuno di essi è il cosiddetto “Stadio del Completamento” ad essere basato su conoscenze alchemiche. Solitamente [ma ci sono delle differenze in sistemi tantrici diversi] lo scopo è la creazione di un Corpo Illusorio [gyulu, in tibetano] con la forma della propria Divinità di meditazione, e per farlo si usa un sistema di alchimia interna basato sull’apertura del canale di energia centrale e del chakra del cuore.

In Italia abbiamo avuto Kremmerz che, per quanto se ne possa pensare, ha comunque capito sia l’obiettivo dell’Alchimia [nel suo caso la creazione di un Corpo Lunare e Mercuriale] sia le energie concrete con cui si lavora per crearlo – credo ispirandosi all’alchimia tantrica. Quindi, Kremmerz è da questo punto di vista da rispettare molto di più di molti altri che parlano di alchimia oggigiorno.

Ho citato alcuni sistemi alchemici non solo per non sembrare troppo autoreferenziale, ma anche perché dato che quello che pratico io non lo potete trovare in alcun libro [neanche nel famoso “Il Corpo Alchemico” di David Gordon White, anche se può essere usato come introduzione alla questione], per lo meno tramite il confronto di sistemi alchemici tradizionali di altre tradizioni potete più o meno intuire di cosa si tratta.

Personalmente suddivido l’Alchimia in tre sezioni: l’Alchimia Interna, l’Alchimia Sessuale e l’Alchimia Esterna.

Alchimia Interna

L’Alchimia Interna nei sistemi tantrici non è altro che una estensione del lavoro sulla Kundalini [in quello hindu] o sul Tummo [in quello buddhista], pratiche che già di per sé sono alchemiche. In altri termini sono costituti dagli Yoga Interni. Si lavora sui chakra, sul canale di energia centrale del corpo, e sulle energie maschili e femminili all’interno del corpo sottile. Ad iniziare a creare un corpo sottile immortale è sopratutto la kundalini nel sistema hindu [non tanto la salita della kundalini, quanto la sua discesa].

Alchimia Sessuale

L’Alchimia Sessuale fa uso delle stesse energie dell’Alchimia Interna, ma lo fa in modo diverso e, appunto, utilizzando il Tantra sessuale. L’ «Assistente da Laboratorio» ideale dell’Alchimista – in questo contesto – ha le seguenti caratteristiche, secondo il Rasarnava Tantra: «è giovane, bella, i suoi capelli sono corvini, ha occhi di cerva, le sue proporzioni sono perfette, è discreta nel parlare e modesta nel riso, delicata quando bacia e abbraccia, ama i prodotti del latte ed è devota di Shiva». In pratica è la consorte tantrica, che nel Buddhismo Vajrayana viene chiamata «karmamudra».

L’Alchimia Sessuale è sia Interna che Esterna, dato che usa energie interne ma può iniziare ad usare sostanze di potere.

Alchimia Esterna

Shiv

Shiva Lingam in Parad, Mercurio Purificato

L’Alchimia Interna e Sessuale da sole bastano alla creazione del Corpo Divino Immortale; però, la tradizione conosce anche l’Alchimia Esterna propriamente detta, che fa uso di sostanze [piante, ma sopratutto metalli] provenienti dal mondo naturale che entrano in relazione alle energie di base utilizzate nei tipi precedenti di alchimia. Stiamo parlando dell’Alchimia da Laboratorio. Nella tradizione indiana come materia dell’Opera si utilizza sopratutto il mercurio (parad). Tuttavia va specificato che – in questo contesto – l’Alchimia Esterna non va presa da sola; piuttosto va a potenziare quella interna e sessuale. In Occidente invece c’è chi pratica unicamente l’Alchimia da Laboratorio, non so con che risultati.

Via Graduale

Quindi tra le tre nel nostro sistema c’è una progressione: si comincia con l’Alchimia Interna, si approfondisce con l’Alchimia sessuale ed eventualmente, infine, se si riesce ad acquisire questo tipo di conoscenza, le si potenzia con quella Esterna da Laboratorio, sopratutto quella che utilizza il Parad come Materia dell’Opera. L’Alchimia Vegetale può essere invece usata come potenziamento e accompagnamento della pratica fin dall’inizio, ma non la riteniamo necessaria.

Ogni pratica alchemica propriamente detta, però, per noi ha come base la teurgia, ovvero il lavoro con le Divinità o le Potenze del Cosmo. Per questa ragione, ad esempio, nel Buddhismo Vajrayana il cosiddetto Stadio del Completamento può essere fatto solo dopo aver completato lo Stadio di Generazione. In quest’ultimo si medita sulla Divinità accumulandone il mantra, e va considerata pertanto una forma di teurgia. Perché è così importante? Perché sono le Divinità ad aiutare il praticante nel processo trasmutatorio. Ed è la loro energia che si fissa nel corpo sottile creando il Corpo Divino Immortale. Senza il loro aiuto il rischio è quello di creare, sì, un corpo sottile permanente… ma gravemente impuro, con il rischio che questi non sia in grado di ascendere tra gli Dei e resti intrappolato in questo Mondo Intermedio con conseguenze nefaste per il proprio destino animico.

Casi Particolari

In alcuni casi particolari le Divinità possono procedere ad una trasmutazione del corpo sottile del praticante anche in maniera assolutamente inconsapevole, senza che questi faccia alcuna pratica. Questo è il caso delle esperienze iniziatiche di alcuni sciamani in cui il loro corpo sottile viene smembrato e poi ricomposto in forma trasmutata, con poteri nuovi.

Ad un mio amico sciamano di Kathmandu è successa una cosa simile: Shiva lo ha istruito a fare un ritiro di pratica a casa propria, e nel mentre che lui faceva il suo ritiro, il suo corpo sottile venne preso dallo stesso e portato sul Kailash per molti giorni e lì trasmutato.

Avendolo conosciuto sia prima che dopo questo ritiro posso dire di aver notato una nuova luce nella sua persona dopo lo stesso, segno del successo della pratica. Anche se questo mio amico non sa neanche cosa significhi la parola “Alchimia”, in ciò è da riconoscersi una esperienza iniziatica di tipo alchemico, in qualche modo.